Quello che vorrei dirti…

A te che leggerai questa lettera voglio donare i miei pensieri e le mie opinioni. Avendo solo 16 anni non
sono molte le cose che posso dire e ancora meno le cose che posso insegnare, ma una cosa posso
affermarla, un regalo per quanto piccolo sia è sempre apprezzato, quindi per favore fai tesoro di quello che
scriverò. Non conosco molte persone, preferisco tenermene strette solo poche per poterle conoscere
meglio e aiutarle quando ne hanno bisogno, è cosi che ho deciso di fare da qualche anno, perche mi sentivo
impotente di reagire, impotente di aiutare, mi sentivo uno dei tanti occhi che guardavano, ma non volevo
esserlo. Per cui ho imparato a conoscere quelle poche persone che amavo, scoprendo lati che prima
ignoravo. Io per prima ho difficoltà nel dare fiducia, è una cosa che mi è molto difficile e per questo non la
ho mai pretesa dagli altri, ho lasciato che loro la dessero a me se me la fossi meritata e guadagnata. Ho
iniziato a parlarci di più, ad attraversare conversazioni sempre più serie e personali, pensando che magari
questo avrebbe potuto aiutare anche me, fino a poterle aiutare nei momenti critici. Mentirei se dicessi che
lo ho fatto solo per gli altri, infatti l’uomo non fa nulla che non sia per il proprio piacere, l’ho fatto anche
per me. Volevo imparare. È di questo che voglio che tu faccia tesoro, di quello che ho imparato dalle
persone che mi circondano e aiutando gli altri. Ascoltare, è la prima cosa che ho dovuto imparare a fare, è
la prima parte per riuscire a farsi dare fiducia e il primo passo per aiutare. Nel presente in cui vivo io la
gente parla troppo, parla a vanvera e non ascolta, non perché non è capace di farlo ma perché non vuole.
L’egoismo e l’egocentrismo che l’essere umano ha accumulato fino ad oggi non gli permettono di
apprezzare le esperienze altrui. Avrei una curiosa domanda da farti se solo tu potessi rispondermi: gli esseri
umani le hanno ancora le orecchie? Hanno imparato dagli errori precedenti e hanno accettato di ascoltare?
Perche c’è poca gente disponibile ad ascoltare, che ha messo da parte orgoglio, egoismo ed egocentrismo
per provare ad usare quel senso ormai quasi scomparso che è l’udito, c’è poca gente che vuole tentare a
rendere quel insopportabile brusio di parole in qualcosa di apprezzabile e utile, e c’è poca gente che
preferisce imparare anziché perdere il proprio tempo in cose inutili e c’è poca gente che ha scelto di
ascoltare invece che sentire. Detto questo, un’altra cosa ho imparato cercando di aiutare gli altri:
l’interesse. Mostrare interesse, dopo aver dimostrato di saper ascoltare, è quello che porta la gente a
continuare a fidarsi e a condividere le esperienze personali. Ma mostrare interesse non è facile. Non puoi
solo sembrare interessato, le persone non sono stupide, l’inconscio funziona meglio di quanto pensiamo, e
ci fa dire quello che non vogliamo con gli occhi, con le mani, con il viso a tal punto che ci è impossibile
mentire. Se vuoi prenderti l’impegno di ascoltare devi volerlo così intensamente tanto da interessarti
davvero. L’ultima cosa che voglio condividere è la più importante ed è una regola universale che si può
applicare ovunque: il sorriso. Il sorriso è il miglior modo per dimostrare quello che davvero vuoi
trasmettere: la tua passione e il tuo interesse. È un gesto spontaneo e naturale e non c’è nessun manuale
che possa insegnarti come fare perche nemmeno gli scienziati del mio presente hanno davvero capito
perché l’uomo abbia questo riflesso. Mi dispiace se per questo non posso esserti di aiuto ma è una cosa che
tutti possiamo fare e tante volte vogliamo tenere nascosta. Quindi se davvero vuoi accettare queste mie
opinioni e esperienze, impara ad ascoltare, ad interessarti degli alti e a sorridere perche non c’è cosa
migliore che fare la differenza nella vita di qualcuno senza omologarsi a coloro che corrono cercando
qualcosa che non c’è, quando tutto quello di cui abbiamo bisogno possiamo crearcelo noi semplicemente
imparando. Eludi le barriere dell’omertà e fai valere il motivo del perche siamo chiamati “esseri umani”:
l’umanità.

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DIMOSTRAZIONE DEL TEOREMA DI PITAGORA DI HENRY PERIGAL

Questa dimostrazione è stata pubblicata per la prima volta da Henry Perigal nel 1874 a Londra.
Questa dimostrazione si basa sulla scomposizione in parti uguali dei quadradi costruiti sui cateti e sull’ipotenusa del triangolo rettangolo.

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Dal centro del quadrato a, con
a > b, si tracciano rispettivamente la parallela e la perpendicolare all’ipotenusa c del triangolo. In questo modo il triangolo è diviso in quattro quadrilateri uguali.
Sucessivamente dai punti medi dei lati opposti del quadrato con lato c si tracciano le parallele ai lati a e b. Il quadrato viene così suddiviso in quattro quadrilateri uguali tra loro e uguali ai quadrilateri formati nel quadrato con lato a, e in un quadrato uguale al quadrato con lato b.
I due quadrilateri arancioni sono congruenti perchè hanno due coppie di lati congruenti e anche I rispettivi angoli congruenti.
Il quadrato rosso ha lati (b+h)-h=b
Dunque c =√a²+b² e il teorema di pitagora è dimostrato.

PER  UNA DIMOSTRAZIONE PIU’ DETTAGLIATA VISUALIZZATE QUESTO LINK: DIMOSTRAZIONE DI HENRY PERIGAL

OPPURE SE NON CI CREDETE, GUARDATE QUESTO SIMPATICO VIDEO:DIMOSTRAZIONE FISICA DI HENRY PERIGAL

CONFRONTO TRA TRE MITI LATINI

I tre miti di Apollo e Dafne, Pigmalione, Orfeo ed Euridice sono di origine latina.  Questi narrano di un innamorato che ama alla follia la sua amata e fa di tutto per ottenerla e conquistarla.

Infatti il primo mito narra di Apollo che insegue per amore la ninfa Dafne,  colpita dalla freccia del disamore,  che alla fine, stremate dalla lunga corsa implora il padre, che impietosito la trasforma in alloro, ora diventato simbolo di Apollo e usato per l’incoronazione delle lauree in in antichità dei poeti. Quella del mito di Apollo e Dafne si chiama metamorfosi o trasformazione,  questo è infatti un altro elemento che si collega al mito di Pigmalione,  che narra appunto di un artista che in un blocco d’Avorio scolpisce una figura femminile di ineguagliabile bellezza e dopo essersi imposto di non amare alcuna donna colpa del loro insolente carattere,  si innamora della propria opera d’arte e la tratta come una persona umana. Prega poi Afrodite,  offesa dalla promessa fatta, di rendere  la sua statua umana e così fu e vissero innamorati. Mentre il mito di Orfeo ed Euridice narra anch’esso di Orfeo che dopo la morte dell’amata a causa di un serpente velenoso,  convinse   gli dèi grazie alla  meravigliosa musica della sua lira,  compagna di molte avventure, ad addentrarsi nell’Ade per riprendersi Euridice a patto che non si volti mai. A causa della sua curiosità nel sapere se l’amata lo seguiva si volto’ e la perse per sempre.

Elemento di contrasto invece sono i finali, infatti nel primo mito il finale è sospeso non è allegro nel secondo invece a lieto fine favore del protagonista nell’ultimo è tragico e irreversibile. Il tema dominante di questi tre senz’altro la potenza dell’arte e dell’amore.